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Come riconoscere una carie: guida completa

A cura di Redazione

Come riconoscere una carie: guida completa

La carie è una vera e propria malattia che a lungo andare mette a rischio la salute dei denti e può causare un intenso dolore. Lo strumento migliore per contrastare questa malattia rimane la prevenzione, che parte anche dal sapere come riconoscere una carie individuando i sintomi principali per trattarli al momento giusto. La maggior parte della gente, al contrario, si rivolge al dentista solo quando l’estetica del sorriso è compromessa o quando il dolore diventa insopportabile.

L’incontro con l’odontoiatra non dovrebbe avvenire quando il dente è affetto da carie profonda con interessamento della polpa. Infatti, se non viene trattata in maniera adeguata e tempestiva, la carie arriva ad intaccare i tessuti più interni, come la dentina e la polpa dentaria, e può portare complicazioni molto serie. Ad esempio, come conseguenza si può incorrere in difficili trattamenti alla radice o addirittura all’estrazione del dente.

La seguente guida su come riconoscere una carie nasce con lo scopo di promuovere un rapido riconoscimento della carie dentale al fine di indirizzare i pazienti alla consulenza odontoiatrica nei tempi e nei modi corretti.

Che cos’è la carie?

Prima di tutto, occorre capire che cos’è la carie, la malattia più diffusa in assoluto nella popolazione, soprattutto in età pediatrica. Con il termine carie si indica un’infezione dentale a progressione lenta innescata da alcuni batteri (placca batterica) che popolano il cavo orale. La placca batterica è una pellicola di colore giallastro che aderisce ai denti provocando la fermentazione degli zuccheri. Quest’ultima è responsabile della produzione di acidi, in particolare acido lattico, che erodono gradualmente la parte più esterna del dente, fino a provocare piccoli buchi.

Se non si interviene precocemente, i batteri e gli acidi possono continuare la loro marcia fino a raggiungere la dentina, la polpa, ricca di nervi e vasi sanguigni, e persino l’osso.

La carie va quindi curata subito, anche se il dente non fa male, per evitare che progredisca danneggiando seriamente, a volte in maniera irreparabile, gli elementi dentali. Trattare un dente cariato durante lo stadio iniziale comporta un procedimento più semplice ed economico rispetto a procedure che possono rendersi necessarie quando la carie è penetrata in profondità.

Quali sono le fasi della carie dentale?

Conoscere le fasi di evoluzione del processo carioso può aiutare a riconoscere i segni della carie dentale per poterla prendere in tempo.

Nel primo stadio la carie è generalmente asintomatica; tutt’al più possono essere presenti delle macchioline bianche sullo smalto, il tessuto duro che ricopre il dente, che sono dovute alla demineralizzazione della superficie dentale e all’accumulo di placca. In questa fase, è ancora possibile un processo di “autoguarigione” del dente attraverso una corretta igiene orale e una dieta caratterizzata da un ridotto apporto di zuccheri.

Se invece la carie non viene curata progredisce provocando la formazione di una cavità nello smalto (II stadio) facilmente risanabile mediante una semplice otturazione. Progredendo ulteriormente, la carie attacca la dentina al di sotto dello smalto (III stadio) e il dolore si intensifica al punto da avvertire fitte nel dente infetto. Anche in questa fase, per ricostruire il dente molto spesso si ricorre ad un’otturazione.

Quando la carie raggiunge la polpa dentale (IV stadio), sede di vasi sanguigni e terminazioni nervose, provoca un’infiammazione molto dolorosa che nei casi più gravi può coinvolgere anche il tessuto osseo. A questo punto della malattia, il trattamento più comune è la devitalizzazione del dente o, se questo è irrimediabilmente compromesso, l’estrazione.

Come riconoscere una carie?

La carie è accompagnata da sintomi sovente sottovalutati, come l’alitosi e la sensibilità al caldo e al freddo, campanelli d’allarme che il più delle volte vengono trascurati o non sono associati a un principio di carie. Imparare a riconoscere questi segnali è importante perché permette di intercettare il problema precocemente e di agire per tempo, evitando complicazioni serie.

Farsi l’autodiagnosi di carie però non è sempre facile perché all’inizio può essere completamente asintomatica. Quando il processo cariogeno è nella fase iniziale spesso non dà alcun fastidio, al massimo si può avvertire una maggiore sensibilità del dente cariato consumando cibi o bevande molto caldi o molti freddi. A questo punto è lecito chiedersi come riconoscere una carie. Ecco quali sono gli indizi da non trascurare.

Carie o macchia dentale?

L’osservazione dei denti può far commettere degli errori importanti nella valutazione del loro stato di salute. Il primo sintomo visibile della carie è una specie di buco scuro con materiale rammollito. Tuttavia, sebbene la comparsa di macchie scure faccia pensare subito ad processo carioso, specie se si sta trascurando l’igiene dentale, non sempre è sinonimo di carie.

Le macchie sui denti si formano quando sostanze di varia natura si fissano sullo smalto dentale. Tra i cibi a più alto potere macchiante figurano il caffè, il tè, il vino rosso, la liquirizia e il cacao. Anche l’abuso di collutorio, specie se a base di clorexidina, aumenta il rischio di macchie marroni sui denti e sulla lingua. Si tratta comunque di imperfezioni che compromettono il sorriso solo dal punto di vista estetico, senza alcun rischio per la salute orale, e che si possono attenuare sciacquandosi la bocca dopo aver assunto le suddette sostanze.

Le macchie provocate dalla carie, invece, sono l’esito di un processo infettivo che porta a una progressiva e irreversibile corrosione della superficie del dente, con la formazione di una cavità che pian piano diventa sempre più profonda. Inizialmente la carie colpisce soltanto lo smalto, strato più superficiale del dente, successivamente si apre la strada verso la dentina e si diffonde nella polpa dentale causando dolore e infiammazione. Nell’ultimo stadio, la carie interessa le strutture profonde, provocando ascessi, cisti e granulomi.

Ipersensibilità dei denti

Può capitare di avvertire un fastidio in seguito a stimoli termici, di solito mangiando o bevendo cibi e bevande troppo fredde o troppo calde, ma anche al contatto con sostanze agrodolci e persino alla sola inspirazione di aria fredda dalla bocca. È bene precisare che l’ipersensibilità dei denti può manifestarsi anche in assenza di carie. Può essere infatti dovuta all’esposizione della dentina sottostante per assottigliamento (erosione) della superficie dello smalto.

L’erosione dello smalto è un danno irreversibile che richiede trattamenti lunghi e complessi e apre la strada alla carie, pertanto i segnali di fragilità dello smalto devono essere riconosciuti quanto prima.

Dolore

Una delle manifestazioni tipiche della carie è il dolore acuto e lancinante che rende difficoltosa la masticazione. Il dolore è esacerbato dagli stimoli termici (assunzione di alimenti troppo freddi o eccessivamente caldi) e fisici. Spesso si accusano piccole fitte dentali, penetranti e circoscritte.

Man mano che la carie si fa strada all’interno del dente, questo diventa sempre più sensibile e dolente. Raggiunta la polpa dentaria, ricca di terminazioni nervose e vasi sanguigni, il dolore può farsi fortissimo. Talvolta il dolore è diffuso a tutta l’emiarcata dentaria senza possibilità di distinguere il dente dolente.

Il dolore provocato dalla carie si presenta con caratteri abbastanza tipici: di solito insorge all’improvviso e viene esacerbato dall’ingestione di cibi freddi che provochino un brusco abbassamento della temperatura della bocca. Invece, in caso di ascesso, il dolore di solito è sordo, continuo e pulsante ed è inasprito dal caldo.

Alitosi

Un altro campanello d’allarme che può segnalare la presenza di una carie è l’alitosi, comunemente detta alito cattivo, ossia l’emissione attraverso la bocca o il naso di aria dall’odore sgradevole. L’alitosi può essere dovuta al ristagno di residui di cibo nel dente cariato e nelle zone adiacenti che vengono attaccati dai batteri, producendo cattivo odore. Anche la placca, una patina appiccicosa che si forma sui denti, crea maleodoranti composti volatili di zolfo e può causare l’alito cattivo.

Inoltre, poiché il processo carioso è sostenuto da un pH molto acido, condizione che favorisce la proliferazione dei batteri, è più facile riscontrare l’aumento della produzione di molecole solforate. Uno dei metodi per testare l’alito consiste nel passare il filo interdentale tra i denti e poi annusarlo: se l’odore è sgradevole, attenzione!

La carie nei bambini

Tre bambini su quattro soffrono di carie ancor prima di compiere il quinto di età. Ciò è favorito dal fatto che lo smalto dei più piccoli ha uno spessore inferiore mentre la polpa è più voluminosa, di conseguenza si può infettare più facilmente.

Inoltre i genitori tendono a sottovalutare l’importanza dei denti da latte perché pensano che, essendo destinati a cadere, contino meno di quelli permanenti. La dentatura decidua è invece molto importante perché mantiene lo spazio che accoglierà quella permanente, guidandone l’eruzione e impedendo che si instaurino future malocclusioni. La carie, se non curata, con il tempo porta alla caduta del dente, la quale lascia uno spazio vuoto che potrebbe essere preso dai denti vicini, con gravi conseguenze a livello ortodontico.

Tipiche nei bambini sono le cosiddette “carie rampanti”, lesioni profonde che colpiscono soprattutto gli incisivi superiori e sono visibili solo al microscopio. La malattia più comune resta però la carie da biberon, caratterizzata da lesioni cariose multiple che progrediscono rapidamente a livello pulpo-parodontale. Questa grave patologia si sviluppa a seguito di errate abitudini comportamentali, come quella di lasciare che il bimbo si addormenti con il biberon contenente latte, camomilla o tisane zuccherate o con il ciuccio imbevuto di sostanze dolci.

Poiché il compito del dentista è quello di curare i denti rispettando il più possibile le strutture dentali residue e limitando i danni è bene individuare eventuali lesioni precoci, che possono essere arrestate con una serie di accorgimenti, come evitare di intingere il ciuccio nel miele o nello zucchero. Se la lesione è evidente ma non penetrante, il dentista provvederà alla rimozione della carie e alla ricostruzione conservativa del dente.

Come riconoscere una carie nel bambino?

Per riconoscere precocemente una carie nei bambini è bene sapere che il primo sintomo è il cambiamento di colore del dente, che diventa opaco e ruvido. Successivamente compare la sensibilità dentinale a causa della quale il piccolo paziente avverte dei fastidi quando assume cibi o bevande fredde o troppo calde. Non appena compaiono questi stintomi, è bene recarsi dal dentista. Un dente intaccato dalla carie, infatti, non guarisce da solo e se non si interviene, la carie evolverà coinvolgendo la polpa dentale e il dolore diventerà molto intenso.

I genitori spesso non riescono a individuare la zona dolente e neanche il bambino stesso, che però esprime il forte dolore con pianto, irrequietezza e difficoltà a prendere sonno.

Per poter aver una diagnosi precoce si consiglia di portare i propri figli dal dentista nel periodo che intercorre tra la comparsa del primo dente e il primo anno di età, anche per ricevere informazioni che permettano di assicurare una buona salute orale alla prole.

Come prevenire la carie?

L’infezione cariogena può essere dovuta a molteplici cause, prima fra tutte una scarsa o non adeguata igiene orale. Esistono però altri fattori di rischio in grado di favorire la comparsa della carie, ad esempio il consumo eccessivo di zuccheri, il fumo di sigaretta e la secchezza delle fauci (la saliva contiene sostanze antibatteriche e aiuta a ripristinare lo smalto aggredito dagli acidi).

L’accumulo di placca è il motivo per cui si crea la carie, per cui la chiave vincente resta una buona detersione finalizzata alla rimozione della placca e dei residui alimentari. Il segreto di una buona igiene orale è nelle nostre mani, con una sana prevenzione quotidiana affidata allo spazzolino e al filo interdentale, che vanno usati mezz’ora dopo i pasti per evitare danni allo smalto.

Per proteggere i denti, attenzione anche all’alimentazione, che deve essere caratterizzata da un consumo moderato di alimenti “cariogeni”. Presupposto essenziale è una dieta sana, con un contenuto limitato di zuccheri, che non solo rappresentano veri e propri interruttori della carie ma contribuiscono al sovrappeso e all’obesità.

Per prevenire la carie nei bambini è importante iniziare a lavare i dentini non appena spuntano, all’inizio con delle garze sterili inumidite solo con acqua e successivamente con uno spazzolino di dimensioni adeguate, aggiungendo il dentifricio quando spunta il primo molare. È inoltre necessario abituare il bambino a gusti non troppo dolci e limitare il consumo di cibi zuccherati, eliminando l’abitudine di addolcire il succhiotto con lo zucchero o il miele.

Una volta che un dente si caria, occorre portare il bimbo da un odontoiatra pediatrico perché anche i denti da latte vanno curati. In definitiva, è necessario monitorare i denti al fine di curarli in tempo e salvarli.

Conclusioni

Riconoscere una carie non è facile per chi non è del mestiere perché quando compare non causa alcun dolore e non è visibile, tutt’al più si possono notare delle macchioline bianche sullo smalto e una perdita di lucentezza del dente.

Man mano che progredisce però provoca dei buchi che solo il dentista può curare. Più la carie va in profondità, più diventa dolorosa e difficile da trattare.

Se si vuole salvare il dente occorre quindi muoversi per tempo, prendendo appuntamento con il dentista il prima possibile. A tal fine, è indispensabile sapere come riconoscere una carie controllando la presenza dei seguenti segnali:

  • macchie bianche sui denti e perdita di lucentezza dello smalto;
  • macchie scure sulla superficie dei denti (ricordiamo però che possono essere dovute anche a sostanze pigmentanti);
  • fessurazioni;
  • alito maleodorante;
  • sensibilità dentale quando si mangia o si beve qualcosa di caldo, freddo o agrodolce o quando si inspira aria fredda dalla bocca;
  • dolore forte esacerbato dagli stimoli termici e fisici.

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