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Igiene orale: le regole e i consigli del dentista

A cura di Redazione

Igiene orale: le regole e i consigli del dentista

Ogni dentista raccomanda ai suoi pazienti di compiere alcune operazioni basilari al fine di attuare una corretta igiene orale e principalmente si tratta di:

  • lavare accuratamente i denti con spazzolino e dentifricio dopo ogni pasto;
  • seguire un’alimentazione con pochi zuccheri;
  • utilizzare regolarmente il filo interdentale.

L’obiettivo di una corretta igiene orale è di eliminare ogni residuo di cibo che potrebbe favorire la proliferazione dei batteri, i quali causano carie, alito cattivo e infezioni di vario tipo.
Se tutti ci prefissassimo di seguire una corretta igiene orale non dovremmo spendere tanti soldi dal dentista: fa parte di questo procedimento anche sottoporci a visite di controllo periodiche e almeno ogni 6 mesi/1 anno, effettuare la pulizia dei denti professionale.

É possibile seguire alcune semplici regole e consigli del dentista per eseguire una corretta igiene orale. Vediamo insieme qui di seguito di cosa si tratta.

Igiene orale: come scegliere lo spazzolino giusto?

Andando al supermercato o in farmacia, è facile renderci conto della gamma di spazzolini da denti che è talmente vasta da disorientare i consumatori.

La scelta dello spazzolino, tuttavia, non può essere casuale e sarebbe meglio optare per la tipologia che presenta una testina costituita da ciuffi distinti e punta arrotondata, in quanto strutturato in modo da arrivare fino agli spazi interdentali più profondi. Le fibre sintetiche ideali hanno durezza media e presentano un diametro compreso tra 0,20 e 0,25 millimetri.

Un errore che le persone fanno spesso è quello di trascurare lo stato delle setole, la cui usura, al contrario, indica che è arrivato il momento di cambiare lo spazzolino: per la precisione, è fondamentale intervenire e acquistarne uno nuovo, non appena queste si piegano o si deformano, ovvero, al massimo ogni 2/3 mesi.

Come usare lo spazzolino per una corretta igiene orale?

Il corretto uso dello spazzolino è ciò che, più di ogni altra cosa, preserva la nostra salute orale e la bellezza del sorriso: ad esempio, spazzolare i denti orizzontalmente, in modo aggressivo e vigoroso, è un’abitudine del tutto sbagliata, che non eviterà la formazione di placca e tartaro.
Se la placca non è rimossa dai denti e al contrario, viene trascinata da un dente all’altro tramite il movimento orizzontale dello spazzolino, non farà altro che annidarsi tra gli spazi interdentali. Questo accumulo di residui in zone della bocca difficili da raggiungere, favorisce la formazione di tartaro, alitosi, gengiviti e carie.
La violenza con cui passiamo lo spazzolino sui denti, inoltre, non fa altro che spingere la placca contro la gengiva e agevolare il suo ulteriore deposito in quest’area. Le sollecitazioni meccaniche aggressive sul colletto, infine, potrebbero generare danni come recessioni gengivali e infiammazioni.

Come usare lo spazzolino correttamente, quindi? Il metodo giusto è quello di pulire i denti effettuando movimenti perpendicolari alla gengive, senza essere troppo energici, inclinando lo spazzolino di 45°.
Per pulire bene l’arcata superiore occorre spazzolare dall’alto verso il basso e viceversa ed è necessario variare l’angolo, così da essere certi che le setole penetrino anche tra gli interstizi dentali e la placca situata sotto il colletto gengivale sia perfettamente rimossa.
La pulizia dei denti con lo spazzolino deve essere effettuata accuratamente anche nella zona interna delle arcate dentali le quali, purtroppo, sono spesso trascurate. Lo spazzolino deve essere passato delicatamente e a lungo su molari e premolari, così da eliminare la placca che tende a formarsi tra le cuspidi.
Questa importante e basilare operazione, deve andare avanti per almeno 2/3 minuti, insistendo su ogni singolo dente.

Come utilizzare lo spazzolino elettrico?

Se invece decidiamo di puntare sullo spazzolino elettrico, è importante trovarne uno facile e comodo da usare. Il movimento oscillatorio e rapido della testina fa sì che l’igiene orale sia impeccabile e la placca sia completamente rimossa da denti e gengive.

I più piccoli potrebbero trovare l’uso di questo strumento meccanico persino divertente, pertanto, fargli lavare i denti con regolarità e bene, sarà più facile scegliendo di ricorrere a questa soluzione.

Anche in questo caso, però, l’acquisto non deve essere casuale ma ben ponderato, pertanto, se vogliamo risparmiare conviene prendere un modello ricaricabile, con impugnatura ergonomica e testina inclusa. Anche in questo caso, la testina deve essere cambiata al massimo ogni 2/3 mesi.

L’importanza di pulire la lingua per una corretta igiene orale

È molto importante pulire anche il dorso della lingua poiché proprio lì si annidano pericolosi microrganismi, responsabili persino dell’alitosi.

Esistono strumenti appositi, ma è comunque possibile intervenire con lo stesso spazzolino, in modo da eliminare microbi e residui di cibo: l’igienizzazione della lingua contribuisce a prevenire patologie di vario tipo e la carie.

È importante pulire a fondo la lingua, poiché, come accennato, si tratta di una delle aree che contiene il maggior quantitativo di batteri: è possibile farlo estraendola quanto più possibile e strofinandola con lo spazzolino o un pulisci lingua, andando avanti e indietro per almeno 1 minuto.

Questa sana abitudine è ideale soprattutto per coloro che soffrono di alitosi, sebbene interessi tutta la popolazione, a prescindere.

L’utilizzo del filo interdentale

Il filo interdentale riveste la stessa importanza dello spazzolino, si tratta infatti di strumento fondamentale quando desideriamo evitare che si formi il tartaro.

L’uso del filo interdentale è ancora oggi sottovalutato, tuttavia, oltre a essere facile da utilizzare, è uno dei metodi più efficaci per rimuovere la placca che si è formata negli spazi interdentali. Ci riferiamo ad aree alle quali, purtroppo, si accede con difficoltà con lo spazzolino e che diventano un accattivante rifugio per i batteri che generano infiammazioni alle gengive e carie.

È sufficiente inserire il filo interdentale tra due denti, farlo scorrere fino alla gengiva e poi tirarlo verso l’esterno, tenendolo aderente a una delle superfici dei due denti: l’iter va poi ripetuto sull’altro lato e così via in tutta la bocca.

Dopo questa semplice operazione è altrettanto importante risciacquare la bocca, anche con un collutorio delicato, in modo da essere certi di aver rimosso ogni residuo di placca. È bene risciacquare anche il filo stesso dopo averlo passato tra due denti e prima di procedere su quelli successivi.

L’uso dello scovolino

Lo scovolino è uno strumento usato soprattutto dai dentisti, mentre tra le persone è ancora meno diffuso del filo interdentale.
Lo scovolino deve essere fatto scorrere in maniera delicata, in modo da evitare che leda la gengiva presente tra un dente e l’altro.

Si tratta di un attrezzo estremamente efficace nella pulizia delle protesi fisse e quando lo spazio tra due denti è particolarmente ampio. Va usato prima dello spazzolino, così da agevolarne l’azione pulente.

Anche lo scovolino, esattamente come il filo interdentale, deve essere fatto scorrere dal basso verso l’alto nell’arcata inferiore e dall’alto verso il basso in quella superiore: i movimenti orizzontali richiedono tuttavia di procedere con particolare delicatezza.

Igiene orale, qual è il reale ruolo del dentifricio?

Come ben sappiamo, quando ci rechiamo al supermercato prendiamo atto del fatto che in commercio esistono tanti tipi di dentifricio, al punto da metterci in crisi.

I dentifrici hanno differenti caratteristiche tra loro e a meno che non si soffra di particolari patologie dentali, la cosa migliore è di alternarli in base alla loro azione: potremmo alternare tra loro, ad esempio, quelli anti-tartaro, anti-placca, sbiancanti, remineralizzanti e tanto altro.

Bisogna prestare particolare attenzione quando decidiamo di usare alcuni dentifrici aggressivi e abrasivi, che potrebbero scatenare ipersensibilità ma anche danneggiare lo smalto: questa è una caratteristica tipica dei dentifrici sbiancanti, i quali potrebbero compromettere la salute del nostro sorriso.

Non è sempre possibile leggere l’indice di abrasività sulla confezione, poiché la sua indicazione non è obbligatoria, tuttavia, la sua presenza sicuramente ci aiuta nella scelta.

La scala di abrasività parte da valori alti, che equivalgono a un maggior grado di abrasione a quelli più bassi, che segnalano invece un maggior grado di delicatezza. Anche in questo caso, se non sappiamo regolarci, possiamo affidarci alle regole e ai consigli del dentista.

Come regolarci con le dosi del dentifricio?

Un altro dubbio che assilla i consumatori è relativo alla quantità di dentifricio da utilizzare: molto spesso, infatti, le persone ne usano più del necessario pensando di ricavarne maggiori benefici e purtroppo, non è affatto così ma l’esatto contrario, perché l’abuso del prodotto può essere persino svantaggioso.

In realtà, utilizzare una quantità eccessiva di dentifricio genera molta schiuma che, oltre a impedire un corretto uso dello spazzolino, finisce per irritare mucose e gola. Non solo, perché nonostante si avverta la sensazione di avere la bocca pulita, grazie al gusto fresco, la schiuma induce a ritenere che uno spazzolamento esiguo sia sufficiente per eliminare tutti i residui, che invece sono ancora lì.

I danni causati dall’uso smodato del dentifricio non ancora sono terminati, perché ingerire quantitativi di prodotto contenente fluoro, unitamente a un’alimentazione che di per sé è già ricca di questo minerale, potrebbe causare la fluorosi, ovvero una malattia che rende i denti gialli e a rischio di caduta.

Riassumendo, non è tanto importante quanto dentifricio utilizzeremo, quanto il corretto uso che faremo dello spazzolino, incluso il tempo impiegato nel suo utilizzo.

La funzione del collutorio 

Che il collutorio aiuti a eliminare la placca è fuori discussione, tuttavia, per eliminare i batteri residui deve essere usato unitamente a spazzolino e filo interdentale.
Per completare l’azione dello spazzolino, il collutorio deve essere usato secondo le dosi prescritte, senza venire mai ingerito e tenuto in bocca, sciacquando vigorosamente, per almeno 30 secondi.

Anche il mercato dei collutori è diventato estremamente vasto, ad esempio, ne esistono alcuni adatti a rinforzare lo smalto dei denti o che, contengono clorexidina e sono in grado di disinfettare il cavo orale.

Ricordiamo, però, che si tratta di un prodotto del quale i dentisti sconsigliano l’abuso, onde evitare di ottenere il risultato opposto, rischiando di indebolire i denti.

Le compresse rilevatrici di placca e il chewingum

Le compresse rilevatrici di placca indicano l’area dove questa si concentra maggiormente. Si tratta di un prodotto che deve sciogliersi all’interno della bocca e che, tramite dei reagenti che colorano la parte in cui sono depositati batteri, li segnala.

Queste compresse sono particolarmente efficaci se usate dopo la routine di igiene dentale, così da localizzare potenziali residui ancora presenti.

La gomma da masticare è un alleato quando non abbiamo a disposizione lo spazzolino per lavarci i denti. Ovviamente non si tratta di una soluzione in grado di eliminare il rischio di carie e batteri, ma aiuta a proteggere i denti sostituendo l’igiene orale in particolari situazioni.

I chewingum a base di xilitolo e fluoro contribuiscono alla mineralizzazione dei denti e li proteggono dalle aggressioni esterne. L’aumento della produzione della saliva aiuta a riequilibrare il Ph della bocca e a proteggere il cavo orale dalle aggressioni degli acidi.

Rimedi naturali per una corretta igiene orale

La natura ci riserva una serie di rimedi efficaci per la lotta all’alitosi e per la disinfezione del cavo orale: uno di questi è il propoli, che è utile anche nella prevenzione della carie. L’utilità dell’uso di prodotti a base di propoli è stata dimostrata a livello scientifico e non a caso, la sua tintura è usata in modo efficace per inibire la formazione della placca.

L’alitosi può essere combattuta anche ingerendo prezzemolo, un vegetale che neutralizza l’aroma di cipolla e aglio.

La salvia, presente anche nella formulazione di molti dentifrici, presenta invece delle proprietà sbiancanti, mentre mela, sedano e finocchio vantano un’azione sbiancante e detergente.

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